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Anche se a un po' di giorni di distanza (il fattaccio è avvenuto tra il 22 e il 23 di questo mese), un intervento sulla mia festa o, meglio, su una festa organizzata come al solito per far casino in questo caso usando come scusa il mio diciottesimo compleanno, mi sembra doveroso, se non altro perchè la tamarrissima locandina madeinLios merita di essere pubblicata.
Locandina che, purtroppo, non è stata molto fortunata, poichè intenzione di Lios era fare un djset, ma, per cause di forza maggiori (leggi=mancanza di casse) ciò non è stato praticamente possibile. Ma, dunque, cominciamo dall'inizio. Diciamo che, dopo essere riuscita ad andare dal parrucchiere e a raggiungere in tempo record Tata (in compagnia di Lydia) e Nova e dopo aver fatto la spesa con costoro e altri quattro eletti (complimenti a Tata per il parcheggio), siamo andati all'appuntamento con le altre due macchine al casello di Genova Ovest. Appuntamento che solo io avevo capito... Dopo aver in un modo o nell'altro radunato l'intera truppa, scatta l'incubo benzina.
_Ma una Twingo in riserva quanti chilometri farà??!_
Arriviamo senza dover spingere l'auto fino al primo distributore, sopravviviamo a un paio di incidenti dovuti alla mia prontezza nel dare indicazioni stradali e, più o meno miracolosamente, arriviamo a destinazione sani e salvi. Seguono momenti di confusione nella mia testa (qui si accende il gas, porta aperta, il rubinetto dell'acqua dove cazzo è??) torcia-->ricerche-->imprecazioni-->aiuto del vicino-->grazie, a posto. (e la calderina? Così, no, così)-->grazie, Matte. Tentiamo di fare una carbonara, ma ci rendiamo conto di aver scordato la pancetta (piccolo dettaglio...) e optiamo quindi per una puttanesca, o qualcosa di simile, insomma. Dopo cena mi viene donato un lettore multimediale tipo IPod (Gente, grazie mille, proprio bello!) sul cofanetto del quale è rappresentata Madonna (Lios, Madonna non rulla proprio per niente :)), Perdo dieci anni di vita nel ritrovarmi davanti quest'ultima appena scartato il pacco, ma poi mi rendo conto che è solo il cofanetto [mano sulla fronte a scacciare il sudore accumulato per la preoccupazione]. Finita la pasta, finite le salsicce, si comincia con la briscola, il limoncello, l'amaretto etc e tentiamo di ascoltare la musica che Lios con tanta cura ha preparato, ma i problemi di audio si rivelano purtroppo notevoli. Due foto con grissino (una a Nova giusto un po' alticcio, una a Lios dormiente), due ubriachi (Nova e Benassi), molte partite a briscola e una discreta quantità d'alcool dopo, ci ritroviamo a fare le ultime briscole io, Delpo e Foglio. Facciamo le ultime sul divano, stile vecchiettiallospizio e, intorno alle 4equalcosa, deicidiamo che forse possiamo anche andare a dormire: troppo stremati per salire al piano di sopra nelle stanze optiamo per sistemarci in un modo o nell'altro in quella stessa. Il giorno dopo, sopravvissuti ai molteplici brividi notturni e svegliatici a scaglioni, facciamo colazione con quello che ci capita a tiro: smarties, biscotti, caffè, birre... Facciamo esplodere la solita bottiglia (in questa occasione di similCocaCola), che, però, evidentemente, quest'anno, ha deciso di fare tutto da sola esplodendo direttamente nel freezer. Cominciamo a sistemare la casa, io mi do al lavaggio delle pentole (Se becco quello che non ha messo la padella col grasso delle salsicce subito a lavare... XD), pranziamo con una pasta simile a quella della sera prima. Finiamo di sistemare il tutto e poi, una macchina prima e una dopo (Foglio con la terza auto era partito all'alba), abbandoniamo il loco. Il viaggio di ritorno è caratterizzato dalla continua apertura e chiusura dei finestrini per impedire che andassimo a sbattere a causa dei vetri vagamente appannati.
Vi invito ad aggiugere battute, aneddoti, dettagli vari ed eventuali che mi sono scordata o persa...
Grazie ai nove che hanno contribuito a fare confusione, con mio magno gaudio Roberta Lios Matte Alice Tata Nova Benassi Foglio Delpo
Dimostriamo di NO
Ecco la soluzione del dilemma che ha afflitto la vostra infanzia! e di cui tuttora pagate le conseguenze....un pò come per Heidi!
Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per: 1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta); 2. saltare giù dalla slitta; 3. scendere dal camino; 4. riempire le calze (anche se questo dovrebbe farlo la befana...); 5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale; 6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione; 7. risalire dal camino; 8. saltare sulla slitta; 9. decollare per la successiva destinazione. Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate, ovvero circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza, che riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. La prima coppia di renne assorbirà 14,3 quintilioni di Joule/s e si vaporizzerà istantaneamente, esponendo la seconda coppia di renne e creando assordanti onde d'urto soniche.
L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.
CONCLUSIONE : Babbo Natale, se esisteva, ora è morto.
Ciò detto...
* BUON NATALE!! *

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Casa. Febbre ridicolmente bassa (non più di 37,3) da una settimana. La classica febbre per cui non vai a scuola, non esci, ma non stai nemmeno a dormire tutto il giorno: ti ritrovi a girare per casa come un'anima in pena, fasciata in una coperta a mo' di toga, senza saper cosa fare. Ottima situazione se dura un paio di giorni e permette di staccare da scuola, ma... Una settimana! Basta! E poi proprio ora! Domani per la cronaca compirei diciotto anni e, una volta nella vita, vorrei poter andare a scuola, comunque uscire, non restare chiusa in casa per l'ottavo giorno di fila. E poi, in questi giorni, devo comprare i soliti regali di Natale che mi attendono al varco e, benché non sia poi così in crisi e abbia già di idea di cosa acquistare, impegnano comunque uno/due pomeriggi belli pieni; pomeriggi che non so quando troverò visto che non esco. Per non parlare poi di sabato. Cazzo, sabato faccio festa, la mia festa, non è nemmeno ipotizzabile che io abbia la febbre sabato. Aspirina? Tachipirina? Certo che no! Chi mi conosce sa bene che non amo impasticcarmi, e certamente non lo farò per 37,3 di febbre o meno, però cazzo, che febbre è che dura così tanto?? Insomma mi sto rompendo, ho freddo (anche con la coperta a mo' di toga) e mi sento un po' così, fiacca, non in forma, ma non ho molto più raffreddore del solito, non ho tosse nè particolare mal di testa: ho solo queste maledette linee di febbre che non se ne vanno e rompono, rompono, rompono. Basta. |
V o \ ?
oppure... COSA??
Sì, siamo alle solite...
_Ignorate questo intervento ché è meglio._
from here
Quand je te demande de m'écouter et que tu commences à me donner des conseils, tu n'as pas fait ce que je te demandais. Quand je te demande de m'écouter et que tu commences à me dire pourquoi je ne devrais pas ressentir cela, tu bafoues mes sentiments. Quand je te demande de m'écouter et que tu sens que tu dois faire quelque chose pour résoudre mon problème, tu m'as fait défaut, aussi étrange que cela puisse paraître. Ecoute, tout ce que je te demande, c'est que tu m'écoutes; non que tu parles ou que tu fasses quelque chose: je te demande uniquement de m'écouter. Les conseils sont bon marché: pour six francs, j'aurai dans le même journal le courrier du cœur et mon horoscope. Je veux agir par moi-même: je ne suis pas impuissant, peut-être un peu découragé ou hésitant, mais non impotent. Quand tu fais quelque chose pour moi, que je peux et ai besoin de faire moi-même, tu contribues à ma peur, tu accentues mon inadéquation. Mais quand tu acceptes comme un simple fait que je ressens ce que je ressens (peu importe la rationalité) je peux arrêter de te convaincre, et je peux essayer de commencer à comprendre ce qu'il y a derrière ces sentiments irrationnels. Lorsque c'est clair, les réponses deviennent évidentes et je n'ai pas besoin de conseils. Les sentiments irrationnels deviennent intelligibles quand nous comprenons ce qu'il y a derrière. ... Alors, s'il te plaît, écoute et entends-moi. Et si tu veux parler, attends juste un instant et je t'écouterai.
Auteur anonyme indien
TRAD: Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a darmi consigli, non fai ciò che ti ho chiesto. Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu inizi a dirmi perché non dovrei sentirmi in quel modo, calpesti i miei sentimenti Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu senti che devi fare qualcosa per risolvere il mio problema, tu mi inganni, per quanto strano possa sembrare. Ascoltami, tutto quello che ti chiedo è di ascoltarmi; non di dire o di fare qualche cosa: solamente di ascoltarmi. I consigli sono convenienti: con sei franchi potrei avere sullo stesso giornale la posta del cuore e il mio oroscopo. Voglio agire da solo: non sono impotente, posso essere un po'scoraggiato o titubante, ma non impotente. Quando tu fai qualcosa per me che io posso e ho bisogno di fare da solo, tu contribuisci alla mia paura, accentui la mia debolezza. Ma quando accetti come un semplice fatto che sento ciò che sento (poco importa la razionalità), posso smettere di convincerti e posso cominciare a provare a capire cosa c'è dietro a questi sentimenti irrazionali. Quando poi tutto è chiaro, le risposte diventano ovvie e non ho bisogno di consigli. I sentimenti irrazionali diventano comprensibili quando capiamo ciò che c'è dietro. ... E allora, per favore, ascoltami e stammi a sentire. E se vuoi parlare, aspetta un istante ed io ti ascolterò.
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