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    Waiting for...

      Be', come previsto il momentaccio è passato.                    

                                         (grazie, Pentola, comunque)                                   

     

         

     

    E ora sono qui a fantasticare, a sperare su quanto accadrà di qui a quattro giorni: un sogno, un dolce, splendido sogno che forse (spero) diventerà realtà. Non c'è altro da dire per ora, attendo solo che il benedetto countdown qui sotto arrivi a 0 il prima possibile...

    Due mesi di attesa sono tanti, tanti davvero... ma finalmente sono finiti, quasi.

    Passerà

     
    "Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità… Io spero che tu abbia preso appunti.” (W. Allen)
     
    Passerà, anche questo momento passerà... 
    (non chiedetemi niente)    

    Sono felice

     
    Nel caso qualcuno non l'avesse ancora capito, ripeto...
    SONO FELICE!
     
    Già... non so, è strano essere sempre allegra, sorridente, perennemente su di giri... Non che io sia generalmente una musona, ma nemmeno una pazza che si mette a ridere in momenti qualsiasi (ad esempio nell'ora di filosofia, con magno gaudio della Bart ^^)...
    Il motivo è chiaro: basta guardare qualche post più in basso...
    Be', ora va così e cosa posso dire se non... SONO FELICE!
     
    Intanto non faccio che contare i giorni che mi separano dall'1 Novembre, data magica in cui l'unica cosa brutta per me di questi tempi  (una maledizione chiamata distanza, kilometri) scomparirà e io sarò a Roma.

      

    L'invito della follia


    ... ancora perle dalla rete...    

    La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a nascondino?". "Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità. "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare". Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. "1,2,3" la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove. "CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare!". La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?". Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò a promettergli che l'avrebbe seguito per sempre. L'Amore accettò le scuse. Oggi Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.