E' una vita che voglio fare quest'intervento, ma, ovviamente, ho aspettato l'ultima ora dell'ultimo giorno prima di tornare al Grande Nord (leggi: Torino).
Perché? No, per una volta non è successo nulla di tragico od eclatante, solo pigrizia e studio, sì, quello sì, perché, signori, mi appresto a dare i miei primi esami, sperando di superarli e in modo decente, se si può.
Non che questo intervento sia così fondamentale: non ci troverete nè grandi rivelazioni né null'altro, ma ha una sua importanza, un po' simbolica, essendo il primo dell'anno, e un po' perché ne approfitterò per ringraziare un po' di gente che, comunque, c'è sempre.
E non ringrazio queste persone perché questo è il primo intervento dell'anno e allora si tirano le somme del precedente etc, ma perché così, in questo periodo, complice la mia nuova doppia vita, mi sono resa conto di quanto certi rapporti siano importanti.
Non farò un elenco, tutti quelli che nominerei sanno già che sarebbero nell'elenco, non c'è bisogno di esplicitarli e di fare della retorica.
Il concetto chiave è che, tralasciando anche gli ultimi terremoti e le incomprensioni, se io tutte le settimane torno giù, comunque, un motivo c'è, ed è il sacro sabato sera e le persone che lo caratterizzano.
Le stesse, uno più uno meno, che rendono il Capodanno (e mille altre feste) esilarante senza fare nulla di che.
Grazie, punto.
Per inciso, ci tengo a ringraziare anche i miei genitori per tutt'altri, ma altrettato validi motivi.
METTI DUE SVIZZERI SULLE FASCE!